Sovraindebitamento Torino: sentenza positiva per un piccolo imprenditore

  • Sovraindebitamento Torino: sentenza positiva per un piccolo imprenditore

Un altro caso di procedure ex lege 3 2012 andato a buon fine in Piemonte

A Torino, grazie all’assistenza prestata da Piano Debiti, si è conclusa positivamente una procedura di liquidazione del patrimonio

Il piccolo imprenditore, oberato dai debiti bancari, ha visto aprirsi la possibilità di essere esdebitato, mettendo a disposizione un immobile rustico di proprietà ed una somma che verserà a suo favore il padre. Il valore di questi beni è complessivamente pari a meno del 20%  del debito. Permetterà al debitore di assolvere ai propri debiti e ritrovare la serenità di una vita senza l’ansia che i creditori gli tolgano tutto.

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Anche in questo caso la storia alla base del problema di sovraindebitamento è molto comune. Prima della crisi il nostro assistito ha aperto un’agenzia di servizi che per molti anni gli ha permesso di vivere serenamente. Il sopravvenire della crisi ha comportato un grosso calo del fatturato portando il debitore ad accedere ad alcuni debiti con il mondo bancario, al fine di sostenere la propria azienda, sperando che la ripresa gli permettesse di ripagare quanto contratto.

Come tutti ben sappiamo, in realtà la crisi dal 2008 si è protratta per molti anni. Nel 2012 l’imprenditore è stato costretto a cessare la propria attività, trovando assunzione come dipendente presso una ditta di Torino. La situazione di sovraindebitamento pregressa però pesava sulla sua vita in maniera importante, con la minaccia di vedersi pignorato lo stipendio e l’auto. Inoltre il debitore per il resto della propria vita non avrebbe potuto accedere a qualunque forma di credito bancario (fosse anche solo una carta di credito o l’attivazione di un telepass). Era condannato di fatto a un ergastolo finanziario, per i debiti accumulati in precedenza.

L’accesso alla procedura di sovraindebitamento prevista dalla Legge 3 2012 ha invece permesso di dare una fine ai problemi sopra evidenziati.

L’apertura della liquidazione del patrimonio blocca infatti la possibilità per i creditori di promuovere azioni esecutive (come il pignoramento dello stipendio). Da poi la possibilità al creditore che ne abbia le caratteristiche, di poter chiedere la definitiva esdebitazioine dopo quattro anni dall’apertura della procedura.

Esdebitazione significa quindi cancellazione dei debiti non pagati. Significa anche piena riabilitazione della propria storia di creditore, con la possibilità di essere reinseriti a pieno titolo nel circuito economico. Tutto grazie all’accesso ai benefici della Legge 3 2012.

L’intervento di Piano Debiti

Nel momento in cui il cliente ha cercato un aiuto professionale per risolvere la situazione di sovraindebitamento ha contattato Piano Debiti. In questo caso la predisposizione della pratica ha avuto un lungo iter di analisi con il cliente, fino a quando si è trovata una soluzione fattibile grazie alla disponibilità di un genitore a contribuire economicamente alla procedura. Tale apporto è stato fondamentale. Già da oggi permette di soddisfare una delle condizioni previste dalla normativa sul sovraindebitamento, relativamente alla possibilità di essere esdebitati.

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Successivamente, come sempre avviene, abbiamo proceduto alla raccolta dei documenti e alla predisposizione della pratica. È stato necessario produrre anche una perizia dell’immobile che verrà assoggettato alla liquidazione del patrimonio.

Svolta questa fase preliminare Piano Debiti, insieme ad un proprio legale convenzionato, ha seguito l’Occ per la predisposizione della relazione particolareggiata, allegato necessario per il deposito della domanda di liquidazione. Una volta depositata la domanda, nell’arco di alcune settimane, il Tribunale di Torino ha aperto la procedura di liquidazione. E’ stato nominato come liquidatore lo stesso OCC, ordinando che vengano effettuate tutte le procedure previste dalla Legge 3 2012.

Liquidazione del patrimonio ed esdebitazione

Quali sono le caratteristiche necessarie per poter essere esdebitati alla fine della procedura di liquidazione? È importante conoscerle per poter agire in maniera informata, con una buona possibilità di raggiungere l’obiettivo. La legge all’art. 14 terdiecies pone le seguenti condizioni:

a) abbia cooperato al regolare ed efficace svolgimento della procedura, fornendo tutte le informazioni e la documentazione utili, nonche’ adoperandosi per il proficuo svolgimento delle operazioni;

b) non abbia in alcun modo ritardato o contribuito a ritardare lo svolgimento della procedura;

c) non abbia beneficiato di altra esdebitazione negli otto anni precedenti la domanda;

d) non sia stato condannato, con sentenza passata in giudicato, per uno dei reati previsti dall’articolo 16;

e) abbia svolto, nei quattro anni di cui all’ articolo 14 -undecies, un’attivita’ produttiva di reddito adeguata rispetto alle proprie competenze e alla situazione di mercato o, in ogni caso, abbia cercato un’occupazione e non abbia rifiutato, senza giustificato motivo, proposte di impiego;

f) siano stati soddisfatti, almeno in parte, i creditori per titolo e causa anteriore al decreto di apertura della liquidazione.

Inoltre è fondamentale quanto rilevato dalla relazione dell’Organismo di Composizione della Crisi in merito alla diligenza del debitore nell’assumere i propri debiti. Verrà esclusa la possibilità di essere esdebitati a tutti coloro che hanno assunto un debito sproporzianato rispetto alla proprie possibilità, ovvero abbiano in quanche modo frodato i propri creditori, ad esempio “facendo sparire” beni o denaro che avrebbero potuto contribuire al pagamento dei creditori.

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