Esdebitamento: capire come fare in sette punti

Esdebitamento, di cosa parliamo?

Stai cercando informazioni sulla possibilità di ottenere l’esdebitamento, ovvero di vederti cancellare i debiti che non sei più in grado di pagare? In questo articolo ti spiegheremo in maniera chiara a cosa serve e come funziona.

Come ottenere l'esdebitamento

 

Se hai cercato altre informazioni in rete, avrai trovato una certa confusione e a volte informazioni contrastanti tra di loro: questo perché si può parlare di esdebitazione in due casi diversi che non vanno confusi:

Infatti, è possibile essere esdebitati con riferimento a due casi distinti:

  • L’esdebitazione dell’imprenditore fallito, che riguarda esclusivamente le persone fisiche soggetto di un fallimento (di fatto un caso che riguarda poche migliaia di persone);
  • L’esdebitazione del soggetto sovraindebitato, che invece riguarda tutte le persone non fallibili (la stragrande maggioranza) che abbiano avuto accesso ad una procedura di sovraindebitamento definita dalla legge 3 2012, oggi sostituita dalla legge 155 2017.

In questo articolo parleremo della possibilità di esdebitamento data dalla Legge 155/2017 sul sovraindebitamento, ovvero della possibilità che riguarda la grande maggioranza di persone e piccole imprese. Se invece cerchi informazioni sull’esdebitazione fallimentare puoi ottenerle qui.

Inoltre, è bene sapere che esdebitamento ed esdebitazione sono di fatto sinonimi, il secondo dei quali (esdebitamento) ha un uso più informale e colloquiale: li utilizzeremo indifferentemente in questo articolo.

1) Cosa significa esdebitarsi?

Esdebitarsi significa vedersi cancellare debiti che non sono stati pagati applicando una legge che l’Italia ha attivato da qualche anno ma che ancora non è tanto conosciuta: la possibilità dell’esdebitamento, una volta riservata agli imprenditori fallibili, a partire dal 2013 è stata aperta a chiunque, grazie a quanto previsto prima della legge 3 2012 sulla prevenzione del sovraindebitamento, che apre anche al privato la possibilità di vedersi “condonare” i propri debiti, ed oggi in maniera ancora più agevolata, grazie alla legge 155/ 2017.

“Esdebitazione” non è però una parola magica, né tantomeno uno strumento di banale o approssimativa riduzione del debito, ma presenta dei criteri che è necessario conoscere per poter agire in maniera informata ed ottenere risultati concreti.

Di seguito illustreremo in sette punti i contenuti principali attraverso i quali sia possibile comprendere facilmente in cosa consiste oggi l’esdebitazione in Italia e le principali linee di azione che può scegliere e seguire chi, riconoscendosi in situazioni di difficoltà economiche, volesse accedere alla possibilità di fruire dell’esdebitazione in applicazione della Legge n. 155/ 2017.

2) Esdebitamento: perché è utile concederlo

Se stiamo cercando il modo di essere esdebitati, prima di tutto è necessario sapere che non solo è un nostro diritto, ma questo diritto esiste perché è utile a tutta la società nel suo insieme. Vediamo perché….

Fino a pochi anni fà (non tanti…) in Italia era impossibile liberarsi dei debiti che non erano pagati, sia verso le banche che verso Equitalia: la possibilità di essere esdebitati non esisteva nel nostro codice civile. Questo perché le nostre leggi attribuivano una particolare tutela al credito secondo un ragionamento che banalizzato suona come “”ti sei preso l’impegno e non puoi scappare”…

Quindi anche se non puoi pagare, rimarrai debitore a vita (oggi fortunatamente non è più così, come vedremo avanti!!)

Questa prospettiva negli altri paesi sviluppati è superata da anni, non perché si voglia essere “buoni” con chi non pagai propri debiti, ma perché è dannosa ed improduttiva da vari punti di vista.

Infatti se lasciamo un debitore insolvente a vita, questo non potrà che produrre effetti negativi:

  • Non potrà più partecipare attivamente alla vita economica della società, in quanto non potrà intestarsi immobili, auto e qualsiasi bene
  • Di fatto gli sarà impedita qualsiasi attività imprenditoriale e soprattutto la possibilità di accedere a nuovo credito
  • Sarà incentivato a lavorare in nero per evitare di vedersi pignorare lo stipendio
  • Rischierà di cadere in povertà, andando a pesare sul sistema di welfare statale e locale.

Dare al privato la possibilità di esdebitarsi, di fatto significa avere ridotto un po’ il diritto del creditori ad ottenere i soldi prestati, migliorando però il diritto dell’intera società ad uno sviluppo economico maggiore ed a un contesto sociale più equilibrato ed armonico.

3) La legge n. 155/2017 e l’esdebitamento del privato

L’istituto giuridico dell’esdebitazione nasce in ambito fallimentare con la riforma del 2006 (d.Lgs 9/01/2006, artt. 142 e seguenti) e consiste nella liberazione del debitore persona fisica dai debiti residui nei confronti dei creditori concorsuali non soddisfatti.  In ambito fallimentare si tratta di una procedura complessa e che è stata poco utilizzata.

Il vero punto di svolta per la reale applicazione di questa importante possibilità a vantaggio del soggetto in difficoltà economica arriva solo nel 2018, con l’approvazione  definitiva della Legge 155/2017, che amplia l’accesso all’esdebitazione a tutta la popolazione: quindi oggi chiunque avesse debiti che non riesce a pagare, attraverso le procedure della legge di questa legge può ottenere l’esdebitamento.

In pratica, funziona in questo modo:

  • Ho debiti che non riesco a pagare, e che ragionevolmente non potrò pagare in conseguenza della mia situazione economica e patrimoniale attuale;
  • Accedo a una delle procedure della legge 155/2017  (vedremo poi in dettaglio quali sono);
  • Se la procedura va a buon fine, posso ottenere l’esdebitazione, il cui effetto pratico è la cancellazione di ogni debito non pagato e la piena riabilitazione, con la cancellazione dalle banche dati dei cattivi pagatori.

Con l’approvazione della Legge, la volontà del Legislatore è stata quella di poter offrire un efficace rimedio a tutte quelle situazioni di sovraindebitamento irrimediabili e permettere a chiunque di ricominciare a vivere una vita serena, ripartendo da una posizione senza debiti e resa “limpida” dall’intervento del Tribunale stesso.

L’esdebitazione del privato rappresenta una vera e propria novità nel quadro delle normative italiane inerenti il debito, basti pensare all’esdebitazione da Equitalia, e parte dal presupposto di “civiltà finanziaria” secondo cui non il debito non deve essere una condanna a vita. Se non si riesce a pagare, deve esistere, come in tutti gli altri paesi europei, la possibilità di uscire da questa complessa situazione e recuperare un serenità economica per se e per la propria famiglia.

4) Chi può ottenere l’esdebitazione con la legge 155/2017?

Le caratteristiche per poter essere esdebitato sono le stesse per poter accedere alla legge sul sovraindebitamento.

Prima di tutto è necessario appartenere a una di queste categorie di debitori:

  • Consumatori, ovvero dipendenti pensionati e inoccupati
  • Piccole imprese non fallibili, ovvero con un fatturato inferiore a 200.000 euro annui
  • Aziende agricole di tutte le dimensioni
  • Professionisti iscritti ad albi e ruoli
  • Start up innovative
  • Enti no profit

 

In secondo luogo, è necessario essere sovraindebitati: significa aver contratto dei debiti che ragionevolmente non si è in grado di pagare a causa della nostra situazione economica. Per capirci meglio: se ho rate di prestiti per 1000 euro al mese, sarò certamente sovraindebitato se guadagno 1200 euro al mese, perché con 200 euro soli non potrei vivere. Ma se guadagnassi 3.000 euro mensili, non sarei classificabile come sovraindebitato!

La terza caratteristica importante è non avere commesso atti che possano danneggiare i miei creditori: se ad esempio ho venduto la casa e ho nascosto i soldi all’estero invece di pagare i miei debiti, non potrò accedere alla legge, anzi rischio di esser condannato per frode ai creditori!

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Quindi se sono veramente sovraindebitato, appartengo a una categoria non fallibile e mi sono sempre comportato correttamente, potrò accedere alla legge 155/ 2017 e vedermi esdebitare ciò che non pagherò.

5) Le procedure della legge 155/2017 che portano all’esdebitazione

Va spiegato che la legge 155 del 2017, prevede tre distinte procedure:

  • Il Piano del consumatore, riservato appunto ai consumatori a tutte le persone fisiche che hanno fatto debiti per scopi personali (consumo, aiutare qualcuno, acquistare casa, etc)
  • Il concordato minore, che di fatto è assimilabile a un c.d. “piccolo concordato” e riguarda le piccole imprese e le aziende agricole
  • La liquidazione del debitore, che viene applicata in caso di posizioni debitorie più complesse o deteriorate.

Per un approfondimento rispetto a tali procedure vi rimandiamo al questa pagina relativa al sovraindebitamento,  ma in questa sede ci interessa approfondire come funziona l’esdebitazione per ogni singola procedura.

 

Va premesso che il piano del consumatore e la proposta di accordo prevedono sempre una proposta di pagamento dei debiti contratti, che sia compatibile con le attuali situazioni economiche del debitore. Per esempio, se in una famiglia uno dei due coniugi perde il lavoro, e l’altro non riesce da solo a pagare tutte le rate, la proposta potrebbe prevedere una rata più bassa e un’offerta ai creditori parziale (magari pagheremo il 20% del debito totale).

Se la proposta viene accettata dal tribunale (in termini tecnici si dice “Omologata”), in queste due procedure basterà che il debitore onori puntualmente quanto previsto dalla proposta.

Quindi per capirci con un esempio pratico, se propongo ai creditori che verserò 500 euro al mese per i prossimi sei anni, e per sei anni verso questa cifra, alla fine di tale periodo il debito che rimarrà residuo e non pagato verrà automaticamente cancellato. In questo consiste l’esdebitazione.

 

Come si può comprendere, si tratta di un’imposizione molto forte verso i creditori, che perdono definitivamente una parte dei soldi prestati al debitore. C’è però un motivo chiaro per cui questo avviene, ed è diverso per ognuna delle due procedure:

  • Nel caso del Piano Del consumatore, per avere il privilegio dell’esdebitazione è necessario che si tratti di un consumatore  in buona fede,  ovvero che la situazione di sovraindebitamento non sia stata causata da malafede o con colpa. In tali casi, la legge prevede una particolare tutela per il soggetto consumatore; pertanto è il giudice che impone l’esdebitazione a tutti i creditori.
  • Nel caso della proposta di accordodi composizione della crisi, a cui possono accedere anche i piccoli imprenditori, la proposta (i famosi 500 euro al mese di prima) viene sottoposta ai creditori che la devono votare. Se più del 50% la accetta, tutti la dovranno rispettare. Anche in questo caso è facile comprendere come se c’è l’accordo dei creditori sia opportuno che la legge conceda l’esdebitazione al soggetto in difficoltà.

Per sintetizzare quindi, possiamo dire che in caso di Piano del Consumatore e di Concordato minore il debitore viene definitivamente esdebitato alla chiusura del piano di pagamenti approvato dal Tribunale.

Ciò significa che anche se il piano non prevede che vengano pagati interamente tutti i debiti ma solo una parte, ciò che non viene pagato verrà comunque cancellato definitivamente!

La situazione è più complessa invece quando parliamo della terza procedura, ovvero della liquidazione controllata del debitore.

La liquidazione controllata è una terza procedura (a cui possono accedere tutti, sia piccole imprese che consumatori) che prevede che tutto il patrimonio del debitore venga venduto ed il ricavato venga distribuito ai creditori.

Questa procedura non prevede nessuna tutela particolare per i creditori, in quanto si può sempre attivare anche senza il consenso dei creditori e non prevede particolari criteri di meritevolezza per essere attivata.

Ne consegue che la legge ha messo qualche paletto in più per l’esdebitazione del debitore: in questo caso infatti l’esdebitamento potrà arrivare solo dopo tre anni dall’apertura della pratica.

Questa istanza, sottoposta a un diverso giudice da quello che ha omologato la procedura di sovraindebitamento, verrà accettata solo se vi sono alcune condizioni specifiche che elenchiamo sotto.

a) In caso di liquidazione del patrimonio, non è possibile richiedere l’esdebitazione prima di tre anni dall’inizio della procedura.

b) È necessario che il debitore venga considerato diligente, ovvero che il debito sia stato creato senza la volontà di “fregare” i debitori, o con una particolare incuria o eccessivo rischi.

c) È necessario che nei quattro anni, il debitore sia collaborativo con la procedura, ed adempia puntualmente a quanto previsto nel dispositivo del giudice

 6) L’esdebitazione da Equitalia

Un approfondimento a parte merita il tema verso i debiti con l’Agenzia delle Entrate/Equitalia. Questo sia perché molti italiani hanno posizioni pendenti verso il fisco, sia perché esistono regole e prassi particolari che delineano la possibilità di stralciare il debito verso Equitalia.

Semplificando per punti:

  • Equitalia di norma non accetta transazioni al di fuori di specifiche normative: per cui se ad esempio con una banca possiamo provare a trattare per chiudere un debito a saldo e stralcio, con l’agenzia delle entrate non è possibile, almeno per il comune cittadino. Pertanto,l’adesione a una delle procedure della legge 155/2017 è condizione fondamentale per ottenere l’esdebitamento nel caso in cui non si possano pagare tutti i debiti con Agenzia Entrate
  • Negli articoli che appaiono sul web, spesso viene citato il caso di Busto Arzisio dove il debitore ha ottenuto un forte sconto grazie alla procedura di Piano Del Consumatore. Va detto che si tratta di un unico caso, e che le nostre fonti ci portano a dire che difficilmente si potrà ripetere. Quindi, se si ha un grosso debito con Equitalia /Agenzia Entrate, una proposta di Piano Del Consumatore o di concordato minore potrebbero non essere la strada giusta
  • La strada migliore a nostro avviso, per affrontare il debito verso il fisco, è quella della liguidazione controllata del patrimonio. Infatti, tale procedura non prevede il voto dei creditori, e se sussistono le condizioni che di seguito vi spieghiamo, potrebbe risultare una strada sicura per ottenere la liberazione anche dai debiti verso Equitalia.

7) Gli effetti del decreto di esdebitamento

L’esdebitazione viene certificata attraverso un provvedimento del Giudice che produce gli effetti che vi elenchiamo di seguito:

  1. I crediti anteriori alla procedura sono inesigibili: ovvero il soggetto sovraindebitato non dovrà più pagare i debiti contratti prima della presentazione della domanda di sovraindebitamento. È ovvio, ma è bene specificarlo, che non vale per i debiti contratti DOPO l’avvio della procedura.
  2. Gli interessi, di qualsiasi natura (anche quelli successivi alla presentazione della domanda) decadono e non devono più essere pagati
  3. Estinzione delle procedure: eventuali procedure personali o riguardanti in proprio patrimonio (decreti ingiuntivi, pignoramenti, esecuzioni etc) decadono e non possono più avere corso
  4. Estinzione delle garanzie reali: eventuali pegni o ipoteche accessori al debito si cancellano e non hanno più efficacia, in quanto il debito che le origina non esiste più.
  5. Estinzione dei debiti verso il fisco. L’esdebitazione riguarda anche i debiti verso il fisco, con l’inclusione dei debiti IVA. Questo particolare merita di essere sottolineato in quanto fino al 2017, l’applicabilità dell’istituto dell’esdebitazione ai crediti iva era fortemente in dubbio, dubbio risolto a favore del debitore grazie alla risoluzione 493-15 della Corte di Giusitizia Europea.
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2018-11-14T12:44:18+00:00Consigli utili|0 Commenti

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